Apertura lavori
Dott. Marcello FIGUCCIO
Presidente del Centro Internazionale
Studi Luigi Sturzo di Asti e provincia
Nell’introdurre questo convegno mi preme ringraziare i presenti e, soprattutto, i relatori del Centro Internazionale Studi Sturzo (CISS); il loro contributo sarà molto prezioso per comprendere la lucidità e lungimiranza di don Luigi Sturzo riguardo le autonomie locali.
Ringrazio,quindi, il dott. Giovanni Palladino,presidente nazionale del CISS; la professoressa Valeria Marcucci Giornalista e autrice di saggi storici, tra l’altro autrice del libro “Luigi Sturzo – Vita e battaglie per la libertà del partito popolare italiano”; il prof. Chiaramonte, anch’egli autore di diversi studi sulla figura di Sturzo, tra i quali “Il municipalismo di Luigi Sturzo – Pro-sindaco di Caltagirone (1899-1920)”; ed infine desidero sottolineare la gradita presenza del Mons. Francesco Maria Tasciotti che chiarirà una volta per tutte la profonda laicità del messaggio cristiano di Sturzo.
Non poteva mancare in questo convegno la presenza dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (A.N.C.I.) rappresentata dal dott. Andrea FLUTTERO, vicepresidente A.N.C.I. della Regione Piemonte e Sindaco del Comune di Chivasso; la sua esperienza come amministratore di un comune importante della provincia di Torino è significativa nel comprendere al meglio i pregi e le ombre che si rilevano nella gestione amministrativa di un ente Locale.
E per ultimo, ma non meno importante, mi preme ringraziare in modo particolare il dott. Giorgio Musso, vice presidente della provincia di Asti che, oltre a portarci il saluto del presidente Roberto Marmo, sarà molto prezioso per la sua attività di amministratore svolta con passione e competenza, prima come sindaco di un piccolo comune, Castelnuovo Don Bosco e poi come presidente della Comunità Collinare “Alto Astigiano”.
Prima di iniziare il mio intervento, desidero leggere il messaggio che mi ha inviato l’Assessore Deorsola, assessore Federalismo, decentramento e rapporti con enti locali della Regione Piemonte:
“Spiacente di non poter partecipare al convegno Luigi Sturzo delle autonomie locali e dell’A.N.C.I., causa impegni istituzionali precedentemente assunti.
Il tema che tratterà il convegno attuale è importante ed anche la giunta regionale, in particolare le deleghe che la presidente Bresso mi ha assegnato, sono finalizzate al rinnovamento della pubblica amministrazione, per renderla più agile e trasparente e migliorare i rapporti con gli enti locali per una reale attuazione del decentramento.
Auguro un buon lavoro ai relatori e rivolgo i miei più cordiali saluti. Sergio Deorsola”.
Desidero, altresì, leggere quanto inviatoci dall’assessore regionale Bruna Sibille del settore sviluppo della montagna e foreste, opere pubbliche, difesa del suolo:
“Gentile presidente, sono spiacente di non poter partecipare al convegno di Luigi Sturzo sulle autonomie locali ed A.N.C.I. Purtroppo, gli impegni istituzionali, precedentemente assunti, non mi consentono di essere presente.
Sono amministratrice locale da moltissimi anni ed il tema che voi trattate mi sta molto a cuore.
E’ sul territorio, infatti, che operano spesso le energie umane migliori per il preziosissimo lavoro di cura di una comunità che si fa sintesi tra valori e bisogni ed interessi diversi. Do’ merito al vostro sforzo di ricordare la figura così centrale dell’Italia repubblicana, in un momento particolarmente importante dei rapporti delle istituzioni di questo paese. Siamo, oggi, di fronte alla sconfitta della repubblica, alla riduzione dei differenti approcci culturali ed ideologici della vita pubblica al mero scopo di parte.
Tutto ciò, quanto di più lontano dalla stagione nella quale Don Sturzo si cimentò, a volte anche duramente, ma sempre con quella compostezza che gli derivava dalla consapevolezza vissuta di cosa fosse un paese espropriato per 20 anni dalla sua pratica democratica. Scusatemi ancora per l’assenza e vi auguro buon lavoro. Cordiali saluti”.
Aprirò i lavori di questo convegno con alcune brevi considerazioni.
Gabriele De Rosa riportava quanto affermato da Sturzo: “…non capiscono niente coloro che sottovalutano questa mia attività di esperienza municipale”.
In effetti, in Don Sturzo, l’esperienza municipale ha avuto un ruolo fondamentale nella sua vita e d’altro canto è bene rimarcare il grande contributo di pensiero e di azione che ci ha trasmesso questo grande uomo e sacerdote catalino nell’ANCI dal 1904 al 1924; del resto, basta leggere una parte dell’ “Appello dei liberi e forti”, in cui si parla di autonomie locali, in esso affermò: “Lo stato è accentratore e tendente a limitare il potere organico in ogni attività civile ed individuale. Vogliamo, sul terreno costituzionale, sostituire uno stato puramente temporale che riconosca i limiti della sua attività, che rispetti i nuclei e gli organismi naturali, che rispetti la responsabilità individuale ed incoraggi le iniziative private”.
Questo è uno dei concetti fondanti di Sturzo.
Nello stesso Appello del gennaio 1919 Sturzo riprese sottolineando la: “…libertà ed autonomia degli enti pubblici locali, riconoscimento delle funzioni proprie del comune, della provincia e della regione, in relazione alle tradizioni della nazione ed alle necessità di sviluppo della vita locale, riforma della burocrazia, l’alto accentramento amministrativo, ottenuto anche per mezzo della collaborazione d’organismi industriali, agricoli e commerciali e capitale del lavoro”.
Uno degli aspetti che mi hanno impressionato di Sturzo, di questo parleranno, naturalmente, i nostri relatori, fu la grande importanza e cura che egli dava alla discussione sul bilancio.
In realtà, Sturzo, riguardo al tema della discussione finanziaria sosteneva un principio basilare secondo cui il bilancio e la previsione costituiscono il momento più efficace e concreto dell’attività amministrativa di programmazione del comune teso a rendere l’utilizzo delle risorse pubbliche efficienti, efficaci e produttive, d’altra parte il bilancio, sia di previsione che consuntivo, del comune di Caltagirone, di cui Sturzo fu sindaco: “…usciva dalle stanze dei maggiorenti per arrivare nella città, nelle piazze e nelle sedi delle associazioni locali”.
A proposito della discussione di questo atto molto importante vorrei riportare alcune righe di Chiaramonte nel suo libro “Il Municipalismo di Luigi Sturzo” in esse si afferma che il bilancio rappresenta: “Il banco di prova di tutte le amministrazioni…La discussione del bilancio di previsione costituisce uno dei momenti più significativi e concreti per analizzare le capacità di programmazione e di gestione di qualsiasi amministrazione…”; vale la pena rilevare come a Caltagirone il bilancio “…divenne un appuntamento di confronto non solo all’interno del consiglio comunale, ma anche con la popolazione alla quale, sia attraverso i giornali, sia con la pubblicazione in opuscolo delle cifre circostanziate, il bilancio veniva presentato e spiegato”
E’ indubbio che questo argomento debba essere ulteriormente approfondito e i nostri relatori che mi seguiranno avranno l’opportunità di farlo con maggiore efficacia data la loro esperienza e studio sulla gestione amministrativa di un comune e di qualsiasi altro Ente Locale.
Dott. Marcello FIGUCCIO
Presidente del Centro Internazionale
Studi Luigi Sturzo di Asti e provincia
Nell’introdurre questo convegno mi preme ringraziare i presenti e, soprattutto, i relatori del Centro Internazionale Studi Sturzo (CISS); il loro contributo sarà molto prezioso per comprendere la lucidità e lungimiranza di don Luigi Sturzo riguardo le autonomie locali.
Ringrazio,quindi, il dott. Giovanni Palladino,presidente nazionale del CISS; la professoressa Valeria Marcucci Giornalista e autrice di saggi storici, tra l’altro autrice del libro “Luigi Sturzo – Vita e battaglie per la libertà del partito popolare italiano”; il prof. Chiaramonte, anch’egli autore di diversi studi sulla figura di Sturzo, tra i quali “Il municipalismo di Luigi Sturzo – Pro-sindaco di Caltagirone (1899-1920)”; ed infine desidero sottolineare la gradita presenza del Mons. Francesco Maria Tasciotti che chiarirà una volta per tutte la profonda laicità del messaggio cristiano di Sturzo.
Non poteva mancare in questo convegno la presenza dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (A.N.C.I.) rappresentata dal dott. Andrea FLUTTERO, vicepresidente A.N.C.I. della Regione Piemonte e Sindaco del Comune di Chivasso; la sua esperienza come amministratore di un comune importante della provincia di Torino è significativa nel comprendere al meglio i pregi e le ombre che si rilevano nella gestione amministrativa di un ente Locale.
E per ultimo, ma non meno importante, mi preme ringraziare in modo particolare il dott. Giorgio Musso, vice presidente della provincia di Asti che, oltre a portarci il saluto del presidente Roberto Marmo, sarà molto prezioso per la sua attività di amministratore svolta con passione e competenza, prima come sindaco di un piccolo comune, Castelnuovo Don Bosco e poi come presidente della Comunità Collinare “Alto Astigiano”.
Prima di iniziare il mio intervento, desidero leggere il messaggio che mi ha inviato l’Assessore Deorsola, assessore Federalismo, decentramento e rapporti con enti locali della Regione Piemonte:
“Spiacente di non poter partecipare al convegno Luigi Sturzo delle autonomie locali e dell’A.N.C.I., causa impegni istituzionali precedentemente assunti.
Il tema che tratterà il convegno attuale è importante ed anche la giunta regionale, in particolare le deleghe che la presidente Bresso mi ha assegnato, sono finalizzate al rinnovamento della pubblica amministrazione, per renderla più agile e trasparente e migliorare i rapporti con gli enti locali per una reale attuazione del decentramento.
Auguro un buon lavoro ai relatori e rivolgo i miei più cordiali saluti. Sergio Deorsola”.
Desidero, altresì, leggere quanto inviatoci dall’assessore regionale Bruna Sibille del settore sviluppo della montagna e foreste, opere pubbliche, difesa del suolo:
“Gentile presidente, sono spiacente di non poter partecipare al convegno di Luigi Sturzo sulle autonomie locali ed A.N.C.I. Purtroppo, gli impegni istituzionali, precedentemente assunti, non mi consentono di essere presente.
Sono amministratrice locale da moltissimi anni ed il tema che voi trattate mi sta molto a cuore.
E’ sul territorio, infatti, che operano spesso le energie umane migliori per il preziosissimo lavoro di cura di una comunità che si fa sintesi tra valori e bisogni ed interessi diversi. Do’ merito al vostro sforzo di ricordare la figura così centrale dell’Italia repubblicana, in un momento particolarmente importante dei rapporti delle istituzioni di questo paese. Siamo, oggi, di fronte alla sconfitta della repubblica, alla riduzione dei differenti approcci culturali ed ideologici della vita pubblica al mero scopo di parte.
Tutto ciò, quanto di più lontano dalla stagione nella quale Don Sturzo si cimentò, a volte anche duramente, ma sempre con quella compostezza che gli derivava dalla consapevolezza vissuta di cosa fosse un paese espropriato per 20 anni dalla sua pratica democratica. Scusatemi ancora per l’assenza e vi auguro buon lavoro. Cordiali saluti”.
Aprirò i lavori di questo convegno con alcune brevi considerazioni.
Gabriele De Rosa riportava quanto affermato da Sturzo: “…non capiscono niente coloro che sottovalutano questa mia attività di esperienza municipale”.
In effetti, in Don Sturzo, l’esperienza municipale ha avuto un ruolo fondamentale nella sua vita e d’altro canto è bene rimarcare il grande contributo di pensiero e di azione che ci ha trasmesso questo grande uomo e sacerdote catalino nell’ANCI dal 1904 al 1924; del resto, basta leggere una parte dell’ “Appello dei liberi e forti”, in cui si parla di autonomie locali, in esso affermò: “Lo stato è accentratore e tendente a limitare il potere organico in ogni attività civile ed individuale. Vogliamo, sul terreno costituzionale, sostituire uno stato puramente temporale che riconosca i limiti della sua attività, che rispetti i nuclei e gli organismi naturali, che rispetti la responsabilità individuale ed incoraggi le iniziative private”.
Questo è uno dei concetti fondanti di Sturzo.
Nello stesso Appello del gennaio 1919 Sturzo riprese sottolineando la: “…libertà ed autonomia degli enti pubblici locali, riconoscimento delle funzioni proprie del comune, della provincia e della regione, in relazione alle tradizioni della nazione ed alle necessità di sviluppo della vita locale, riforma della burocrazia, l’alto accentramento amministrativo, ottenuto anche per mezzo della collaborazione d’organismi industriali, agricoli e commerciali e capitale del lavoro”.
Uno degli aspetti che mi hanno impressionato di Sturzo, di questo parleranno, naturalmente, i nostri relatori, fu la grande importanza e cura che egli dava alla discussione sul bilancio.
In realtà, Sturzo, riguardo al tema della discussione finanziaria sosteneva un principio basilare secondo cui il bilancio e la previsione costituiscono il momento più efficace e concreto dell’attività amministrativa di programmazione del comune teso a rendere l’utilizzo delle risorse pubbliche efficienti, efficaci e produttive, d’altra parte il bilancio, sia di previsione che consuntivo, del comune di Caltagirone, di cui Sturzo fu sindaco: “…usciva dalle stanze dei maggiorenti per arrivare nella città, nelle piazze e nelle sedi delle associazioni locali”.
A proposito della discussione di questo atto molto importante vorrei riportare alcune righe di Chiaramonte nel suo libro “Il Municipalismo di Luigi Sturzo” in esse si afferma che il bilancio rappresenta: “Il banco di prova di tutte le amministrazioni…La discussione del bilancio di previsione costituisce uno dei momenti più significativi e concreti per analizzare le capacità di programmazione e di gestione di qualsiasi amministrazione…”; vale la pena rilevare come a Caltagirone il bilancio “…divenne un appuntamento di confronto non solo all’interno del consiglio comunale, ma anche con la popolazione alla quale, sia attraverso i giornali, sia con la pubblicazione in opuscolo delle cifre circostanziate, il bilancio veniva presentato e spiegato”
E’ indubbio che questo argomento debba essere ulteriormente approfondito e i nostri relatori che mi seguiranno avranno l’opportunità di farlo con maggiore efficacia data la loro esperienza e studio sulla gestione amministrativa di un comune e di qualsiasi altro Ente Locale.

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